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Diario
23 aprile 2011
ULTIMISSIME di CRONACA, PIETRO VITTORE CARZEDDA E' CANDIDATO ALLE COMUNALI DI OLBIA
CARO AMICO/A di " NUORO e Provincia "
AI TUOI CONOSCENTI di OLBIA
FAI VOTARE PIETRO VITTORE CARZEDDA noto
PIETRO

| inviato da nuorese il 23/4/2011 alle 12:24 | |
29 marzo 2009
NUORO, Una piazza per Escrivà ed è polemica Annico Pau: era amico del dittatore Franco. Ivo Carboni: siete datati
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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 29 MARZO 2009
di Giovanni Bua
Una piazza per Escrivà ed è polemica
Annico Pau: era amico del dittatore Franco.
Ivo Carboni: siete datati
«Dal Caudillo spagnolo ha ricevuto anche
il titolo di marchese»

NUORO. Santo o affarista? Burattinaio di un organizzazione di stampo massonico o apostolo degli ideali di servizio e di aiuto alla chiesa e alla società? Compromesso col franchismo e amico personale del Caudillo o sostenitore di una visione apolitica basata sulla piena libertà e responsabilità personale? Una cosa è certa, quando di mezzo c’è San Josemarìa Escrirvà e la sua «Obra» le polemiche non mancano mai. E non sono mancate nemmeno ieri, quando il vice sindaco Ivo Carboni ha scoperto la targa del Largo a lui dedicato, di fronte all’ingresso dell’ospedale San Francesco.
Una manifestazione partecipata e discreta. In perfetto stile Opus Dei. Con il vescovo Pietro Meloni, il vice sindaco di Nuoro Ivo Carboni, il portavoce dell’Opera Giuseppe Corigliano. E poi il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Felice Maselli, e il tenete colonnello Simone Sorrentino, il direttore dell’Asl Franco Mulas, molti curiosi e parecchi «notabili» cittadini.
Tutti ad assistere alla intiolazione del largo tra l’ingresso dell’ospedale San Francesco e l’istituto d’arte «Ciusa Romagna» a San Escrivà. Cerimonia preceduta da un incontro con Corigliano in cui il portavoce dell’Obra si è a lungo intrattenuto descrivendo la dottrina che sta alla base della prelatura personale fondata da Escrivà nel 1928 e divenuta nota ai più con il best seller di Dan Brown «Il codice Da Vinci» (nella quale l’Opera era descritta come una sorta di Spectra disposta a tutto pur di nascondere il fatto che in realtà Maria Maddalena era la moglie di Gesù). Ma non è stata la rilettura di Dan Brown ad animare il dibattito, ma le ben più documentate «radici» franchiste del Opera. «Nel ricordare che il santo - attacca l’ex sindaco Annico Pau - Josemaria Escrivà, e la sua organizzazione, furono attivi esponente della destra franchista e che dal dittatore Franco ricevette il titolo nobiliare di “Marchese di Peralta”, sarei particolarmente grato di poter conoscere le motivazioni che hanno portato questa amministrazione a intitolare una via Josemaria Escrivà». «È una polemica datata - ha replicato ieri mattina il vice sindaco Ivo Carboni prima di scoprire la targa in ferro battuto donata dall’artigiano Roberto Ziranu - un gruppo di cittadini ci ha chiesto di dedicare una via a San Escrivà e noi lo abbiamo fatto volentieri. Perchè le polemiche datate vanno superate. Escrivà ha avuto il coraggio di diffondere le sue idee. Che non sono certo vicine al fascismo. Le artificiose divisioni non servono a una città che ha bisogno di confronto e dibattito, non di sterili contrapposizioni». «Ci commuove questa apertura e questo senso di grande civiltà dell’amministrazione - ha sottolineato il vescovo - e siamo felici che questo largo nasca vicino a via Einaudi, grande statista, a via Mannironi, grande cittadino di azione e a via Straullu, un giovane carabiniere che ha dato la sua vita per la patria».
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| inviato da nuorese il 29/3/2009 alle 18:0 | |
27 marzo 2009
NUORO. Nasce il museo della ceramica sarda Il Comune ha approvato il progetto per il restauro della casa Chironi
| da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 27 MARZO 2009
Nasce il museo della ceramica sarda
Il Comune ha approvato il progetto per il restauro della casa Chironi
Quasi tre milioni di euro per una struttura pronta nel giro di due anni
di ANTONIO BASSU NUORO. La città avrà a disposizione, nel volgere di uno o due anni, un nuovo Museo. Si tratta di quello della ceramica sarda. Ieri la giunta comunale presieduta dal sindaco Mario Zidda ha approvato il progetto per il restauro della casa del senatore Giampietro Chironi, in piazza “Su Connottu”, per la cui realizzazione sono a disposizione duemilioni e novecentomila euro. Si realizza, con questo intervento, la prima fase del recupero e del risanamento delle antiche case del centro storico cittadino, considerato che la casa Chironi risale alla fine dell’800 e rappresenta un significativo esempio di casa padronale nuorese. In essa abitò per diversi anni il critico d’arte Mario Ciusa Romagna, fratello del pittore Giovanni. Il complesso fu poi donato, secondo la volontà dei proprietari, all’Ospedale San Francesco, che però non lo ha mai utilizzato, fino a diventare totalmente fatisciente. Oggi la parte più vecchia del complesso registra il crollo della copertura e dei solai intermedi. Per gli amministratori e i tecnici, la scelta del restauro dell’edificio, accomunata al nuovo ruolo al quale è destinato, significa anche la conservazione e la testimonianza storica della città. Da qui il ripristino della funzionalità dell’edifico, realizzando comunque tutti gli interventi necessari, a livello impiantistico e strutturale, per renderlo idoneo ad ospitare le opere della produzione ceramica sarda. Il cortile sarà messo a disposizione della città, trasformandolo in una vera e propria hall del Museo, dove si potranno organizzare eventi culturali e laboratori didattici per una migliore conoscenza dei metodi di lavorazione della ceramica. Sullo stesso spazio si affacceranno la caffetteria e l’atrio d’ingresso, che ospiterà una piccola libreria specializzata. L’accesso alla struttura museale è prevista dal grande portale in ferro che prospetta su via Marconi, all’incrocio con l’adiacente via Chironi. L’immobile di piazza “Su connottu” viene catalogato tra le “case storiche” nuoresi, per le quali l’amministrazione comunale ricevette, prima del Duemila, un finanziamento finalizzato al loro recupero e alla loro valorizzazione. L’ente civico, comunque, sta lavorando, attualmente, al completamento del restauro della casa del poeta Sebastiano Satta, che si affaccia nell’omonima piazza, mentre per quanto riguarda l’abitazione dello scultore Francesco Ciusa, il recupero fa parte del progetto “Pratzas de Janas”, il cui avvio è imminente. L’assessore ai Lavori pubblici Ventura Meloni ha espresso il suo compiacimento per la qualità del lavoro svolto dai tecnici dell’ente. Mentre al sindaco Zidda va riconosciuto l’interessamento e la perseveranza presso la Regione per trovare i finanziamenti necessari per il restauro e la trasformazione di casa Chironi in Museo della Ceramica. Alla realizzazione contribuisce anche l’Istituto superiore regionale etnografico. ------------------------------
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| inviato da nuorese il 27/3/2009 alle 7:51 | |
23 marzo 2009
NUORO. Il tesoretto da 5 miliardi di Comuni e Province? Non è dimenticato, ma sotto gli occhi degli impotenti amministratori. Cherchi: «Troppi vincoli bloccano la spesa»
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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 20 MARZO 2009

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da La Nuova Sardegna LUNEDÌ, 23 MARZO 2009
LA CACCIA AL TESORETTO
Il sindaco di Carbonia «Sì a un patto di stabilità fatto su base regionale»
Cherchi: «Troppi vincoli bloccano la spesa»
Il presidente dell’Anci: i fondi non sono nascosti nei bilanci ma congelati dal governo

di Giovanni Bua
NUORO. Il tesoretto da 5 miliardi di Comuni e Province? Non è dimenticato, ma sotto gli occhi degli impotenti amministratori. Stretti nel cappio dei vincoli imposti dai governi nazionali. Il famigerato patto di stabilità, le norme sugli appalti sempre più complesse, e l’impossibilità di rafforzare la propria struttura, pena le ire del ministro Brunetta. Un ginepraio di lacci e lacciuoli che ingolfa una macchina amministrativa tutt’altro che disattenta sul tema dell’accellerazione della spesa. Ma che, con le regole attuali, ben poco può fare per immettere denaro fresco in circolazione. Parole del presidente dell’Anci, e sindaco di Carbonia, Tore Cherchi. Che risponde al presidente della Provincia di Nuoro (e dell’unione delle province sarde) Roberto Deriu. E lancia una sfida la neo governatore Ugo Cappellacci: «Facciamo un patto di stabilità regionale». Il tesoretto. Deriu da una settimana ha dichiarato aperta la caccia al «tesoretto»: 5 miliardi presenti nei bilanci dei Comuni e delle Province che per le più svariate ragioni non vengono spesi. Oggi Deriu incontrerà i funzionari amministrativi della rovincia di Nuoro, e si dice convinto di poter spremere dai suoi documenti contabili (e da quelli di tutti gli enti locali) un bel po’ di denaro fresco da immettere in circolazione. «Cominciamo col dire - spiega Cherchi - che non ci sono cinque miliardi di euro “dimenticati” nei nostri bilanci. Se così fosse saremmo di fronte ad una clamorosa, colpevole e generalizzata inerzia, cosa che non è. Quelle somme costituiscono lo stock delle risorse che finanziano gli investimenti in corso che, anche in condizioni di efficienza, richiedono un tempo notevole dal momento della decisione alla liquidazione finale. Anche per un semplice investimento di centomila euro occorrono minimo 18 mesi. Molti di più se l’opera è complessa». Il mio bilancio. «Per spiegarmi meglio - continua Cherchi - dirò che nel mio comune di Carbonia non ci sono 83 milioni di euro “fermi”. Una buona parte di questi sono stati liquidati nel 2008, per conclusione dei programmi di spesa finanziati con risorse dell’Ue, una parte alimenta i lavori in corso e 38 milioni di euro finanziano i lavori andati in gara nella parte finale del 2008 o che andranno in gara ora. Situazioni analoghe mi sono state segnalate dai sindaci di Sassari, Nuoro, Cagliari, Siniscola etc. Al netto di qualche situazione patologica, ovunque e così». Investimenti in calo. Siamo dunque nella situazione ideale e nulla può essere fatto? «La domanda è rilevante sempre e a maggior ragione a fronte di una crisi economica devastante - sottolinea Cherchi - che dovrebbe essere contrastata anche con un forte ricorso alla leva degli investimenti pubblici». I Comuni effettuano, da soli, oltre il 42 per cento del totale degli investimenti pubblici italiani. Ed inoltre gli investimenti locali hanno un impatto sull’economia più marcato di quelli effettuati da altri soggetti pubblici. Nel corso degli ultimi anni però gli investimenti dei Comuni italiani, misurati in termini di pagamenti, dopo aver raggiunto il picco nel 2004 (1,2% del Pil) hanno subito una forte contrazione. Il patto di stabilità. «La gran parte dei problemi - spiega il sindaco di Carbonia - sono derivanti da vincoli imposti dai Governi nazionali. Il Patto di Stabilità ad esempio: è un vero e proprio cappio. I Comuni non possono pagare le imprese che hanno fatto i lavori, pur avendo ovviamente le risorse in cassa, perché si sfora il Patto e si incorre in sanzioni terribili. Nel mio comune ho avuto casi di blocco delle opere per questo motivo». Una situazione che potrebbe peggiorare: «Nel 2009 le cose andranno peggio - continua Cherchi - non possiamo usare gli avanzi di amministrazione, non possiamo vendere gli immobili che non servono per finanziare investimenti utili, nè contrarre mutui neanche per il cofinanziamento dei programmi dell’Ue, senza attentare al patto di stabilità: è incomprensibile che neanche in questa fase, la spesa per investimenti non ne sia esclusa. Gli appalti impossibili. Altro laccio è quello che riguarda gli appalti. «Le norme sugli appalti sono state ulteriormente complicate - spiega il presidente dell’Anci - senza alcun riguardo per l’allungamento dei tempi; anzi penso sia stato fatto volutamente, affinché i soldi rimangano in cassa e il patto di stabilità della Repubblica sia salvaguardato a spese dei comuni». Accento poi sulla struttura della macchina amministrativa più mirata all’accumulo di fondi che alla sua spendita. «Se un comune intendesse rafforzare la sua struttura tecnica - spiega Cherchi - al fine di accelerare la sua capacità di spesa, con le nuove regole del Ministro Brunetta, non può farlo anche se ha le risorse. Altro che autonomia comunale e federalismo. La situazione è divenuta talmente pesante che l’Associazione dei Comuni ha rotto per lungo tempo le relazioni con il Governo e ha promosso in tutte le Regioni manifestazioni di protesta». La ricetta anticrisi. «Gli Enti Locali sono, dunque, tutt’altro che distratti rispetto all’obiettivo di investire e accelerare la spesa - sottolinea con forza Cherchi - è doveroso che ciascuno di noi si interroghi criticamente se, a regole vigenti, si faccia a sufficienza. E’ anche doveroso che ai funzionari si chieda un sforzo straordinario». Ma potrebbe non bastare: «Per fare seri passi in avanti - chiude Cherchi - occorre soprattutto modificare radicalmente le regole che mortificano l’autonomia comunale, come indicato in due mozioni approvate dalla Camera dei Deputati la settimana scorsa. Anche la Regione, in forza dell’autonomia speciale, può fare: non a caso nel primo incontro avuto con la nuova Giunta Regionale, l’Anci ha riproposto l’obiettivo di concordare con i comuni, un “Patto di Stabilità” per la Sardegna, sull’esempio di quanto sta accadendo in altre Regioni d’Italia». -------------------------- |
NUORO
TESORETTO
PROVINCIA
CHERCHI
| inviato da nuorese il 23/3/2009 alle 6:41 | |
13 febbraio 2009
NUORO Maltempo. Incidenti sulle strade, un anziano pastore isolato a Fonni
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da L'Unione Sarda Venerdì, 13 Febbraio 2009 |
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Maltempo. Disagi ieri nei paesi di montagna, fiocchi bianchi anche nel capoluogo |
Nuorese sotto la neve e il freddo polare Incidenti sulle strade, un anziano pastore isolato a Fonni |
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Un pullman dell'Arst finisce di traverso sulla Orune-Marreri; temperature polari a Fonni, Tonara, Desulo. Nebbia, gelo e neve hanno caratterizzato ieri il clima nel Nuorese e in Ogliastra sopra i 600 metri. Le avvisaglie del peggioramento delle condizioni meteo in Barbagia si sono avvertite già nella serata di mercoledì, quando dal cielo cadevano, ad intermittenza, i fiocchi bianchi. L'ondata di freddo è andata crescendo nella notte provocando incidenti, seppure non gravi, e disagi tra automobilisti e pastori: un allevatore è isolato in un ovile di Fonni. FREDDO POLARE La stazione meteo posta ai piedi del Bruncuspina ha registrato temperature bassissime: meno 6,5 gradi sulle cime più alte. Nel centro abitato di Fonni la colonnina del mercurio si è attestata a meno 2,5 gradi, a Tonara meno 2,2 a Desulo meno 1,6, mentre nei tabulati della stazione meteorologica di Su Filariu la temperatura, nelle ore più fredde, è stata intorno ai meno 5 gradi. Bufere di neve hanno investito Fonni, Gavoi, Ollolai, Desulo, Tonara, Aritzo, Belvì, Bitti, Orune. INCIDENTE Sulla Orune-Marreri un pullman dell'Arst è finito di traverso sulla strada scontrandosi con due auto. Illesi gli occupanti dei mezzi. A Fonni la neve si è trasformata in una pericolosa lastra di ghiaccio che ha causato disagi alla circolazione. La coltre bianca non ha risparmiato i centri posti a quote più basse come Mamoiada, Orgosolo, Orani, Sarule. Ieri mattina, ha fatto la sua comparsa anche a Nuoro. DISAGI Impossibile per gli studenti pendolari raggiungere il capoluogo così come per il personale degli uffici postali di Aritzo, Olzai e Meana Sardo, rimasti chiusi. La coltre bianca ha ricoperto la 389 e il ghiaccio formatosi ha determinato qualche rallentamento alla circolazione stradale. La scarsa aderenza dei pneumatici all'asfalto ha causato lo sbandamento di alcune auto e diversi incidenti, per fortuna non gravi. A limitare i disagi il tempestivo intervento dei mezzi spargisale di Anas e Provincia, in azione dalle prime ore del mattino. GENNARGENTU Tanta neve è caduta sulle cime più alte del Gennargentu, sul Monte Spada e sul Bruncuspina, tanto da raggiungere il mezzo metro di altezza. In alcuni punti della montagna, la neve spazzata dal vento ha avuto picchi di due metri. La strada che porta al rifugio è off limits. Splendido il paesaggio da cartolina. Non sono mancati i disagi per gli allevatori che hanno varcato con estrema difficoltà lo strato nevoso nelle strade interpoderali per raggiungere gli ovili. PASTORE ISOLATO A Fonni durante la mattinata Tore Moro, dell'agriturismo Su Separadorgiu, con una ruspa ha cercato di abbattere la barriera bianca per raggiungere il suocero Raffaele Cugusi, di 80 anni, isolato da sabato all'interno del locale che sorge nei pressi della stazione sciistica del Bruncuspina. «Abbiamo chiesto aiuto al Comune - spiega Tore Moro - che ci ha garantito, per questa mattina (ieri n.d.r.), l'intervento della turbina, almeno per il tratto più critico. Ma non si è visto nessuno. La preoccupazione è per mio suocero che ha 80 anni ed è solo in mezzo alla neve». Il pericolo, ora, è rappresentato dal ghiaccio, insidia sempre in agguato nelle strade di montagna, durante le ore più fredde. In perenne allerta la Polstrada e gli uomini dell'Anas, mentre l'ammonimento per chi deve mettersi in viaggio è sempre lo stesso: prudenza e catene a bordo soprattutto per gli automobilisti in transito nei passi montani di Correboi, Caravai, Tascusì e Genna Silana. SALVATORA MULAS ------------------------- | | |
| inviato da nuorese il 13/2/2009 alle 7:34 | |
12 febbraio 2009
NUORO Auto contro mucca, sfiorata un’altra tragedia Sulla 131 scatta ancora l’allarme Seriamente ferita una giovane donna
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da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 12 FEBBRAIO 2009
Denunciano furti in casa: il ladro era il figlio
Nuoro, la polizia perquisisce la camera del ragazzo e trova soldi e droghe leggere

di Kety Sanna
NUORO. Soldi e gioielli continuavano a sparire di giorno in giorno. A piccole dosi ma di continuo. Prima il dubbio e il sospetto, poi per marito e moglie è sopraggiunta la certezza: qualcuno, approfittando della loro assenza, faceva piazza pulita di contanti e di oggetti di valore, che venivano custoditi in un cassetto ben preciso della casa. Ma chi poteva essere il ladro? I componenti della famiglia, «no» di certo. Forse la domestica! Ma come provarlo? Allora la decisione di rivolgersi alla polizia e presentare denuncia contro ignoti. Quindi l’amara scoperta: il topo d’appartamento era proprio il loro figlio. Gli agenti della squadra mobile di Nuoro, coordinati dal comandante Fabrizio Mustaro, e i colleghi delle Volanti e sezione antidroga della Questura hanno fatto partire le indagini. Ma in breve tempo il caso è stato chiuso. In realtà “mano lunga” in quella famiglia della Nuoro bene era il figlio minore. Un diciassettenne insospettabile in cui mamma e papà avevano fiducia cieca. La polizia è giunta a lui proprio perché, durante una perquisizione in casa, alla ricerca di elementi utili a smascherare il colpevole, all’interno di un armadio della sua camera da letto è stata trovata della droga. Cento grammi di hascisc e otto di marijuana e del denaro liquido. Il tutto nascosto dietro una catasta di pesanti maglioni di lana. Un colpo per la famiglia del ragazzo che immaginava già di dover chiudere i conti con quel qualcuno che di volta in volta aveva prosciugato le casse della casa. Certo non avrebbero mai potuto immaginare si trattasse del “bambino” che è stato prelevato dalla polizia e trasferito alla casa di accoglienza per minori di Sassari dove si trova disposizione dell’autorità giudiziaria. «Un fenomeno da non sottovalutare - ha dichiarato ieri il capo della mobile, Fabrizio Mustaro -. È sempre più alto il numero dei giovani che per divertirsi, magari con slot machine, sono capaci di rubare anche grosse quantità di denaro dalla famiglia. Diversi gli episodi da noi registrati soprattutto negli ultimi tempi. Inoltre - ha aggiunto il funzionario della questura barbaricina - anche in ambienti provinciali qual è quello nuorese la possibilità di imbattersi nelle baby gang ormai non è più sorprendente. Piccoli criminali questi che potrebbero diventare grandi criminali se non vengono presi in tempo. Non sempre si tratta di giovani cresciuti nella criminalità, basta nulla perché cadano nel giro e da adolescenti vengano impiegati anche come corrieri spacciatori. Il tutto con la totale “ignoranza” delle famiglie. Bisognerebbe controllare meglio alcuni luoghi sensibili come le sale di videogiochi, spesso delle vere e proprie basi logistiche per lo spaccio di droga. Ma anche i giardini, i luoghi più frequentati da queste nuove generazioni che sempre più spesso fanno uso di sostanze stupefacenti». «Un appello alle famiglie - conclude Mustaro -: osservate se in casa vengono meno delle cose, denaro o oggetti preziosi. Dietro c’è sempre qualcosa di anormale che può interessare i vostri figli. Droga, videogames ma anche estorsione da parte dei bulli a danno dei vostri ragazzi». Dati preoccupanti che rappresentano una nuova e vera emergenza sociale. Stando alle statistiche infatti, è in crescita il numero di giovanissimi che fa uso di droghe. Cocaina e marijuana sono ai primi posti. Sempre più frequenti, inoltre, le segnalazioni di adolescenti che confezionano spinelli o fanno uso smodato di alcolici. Sballi pericolosi non più limitati ai fine settimana ma ormai quotidiani. ------------------------------ |
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da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 12 FEBBRAIO 2009
Grave episodio dopo lo schianto mortale di Monte Pizzinnu. Bmw investe animale a Marreri
Auto contro mucca, sfiorata un’altra tragedia
Sulla 131 scatta ancora l’allarme Seriamente ferita una giovane donna

NUORO. Un’auto contro una mucca. Un film già visto meno di una settimana fa proprio lungo la 131 Dcn e che ieri si è ripetuto. Alle 5 del mattino questa volta, a qualche chilometro da Nuoro. Pochi metri dalla prima galleria, subito dopo essersi lasciati alle spalle la vallata di Marreri, al chilometro 53, per l’esattezza. Il grosso animale era immobile sulla carreggiata. Un “muro” di oltre 600 di chili contro il quale la Bmw di un ragazzo nuorese è andata a schiantarsi. Un impatto violento, attutito forse dalla robustezza dell’auto e dal fatto che la velocità fosse moderata. Lui, l’autista, ne è uscito illeso, meno fortunata la fidanzata, Serena Camboni, di 29 anni, ricoverata all’ospedale San Francesco con un trauma cranico-facciale e contusioni in diverse parti del corpo. È stato il giovane, dopo l’impatto, a dare l’allarme alla polizia stradale. Sono intervenuti gli agenti del distaccamento di Bitti e gli operatori del 118 che hanno trasferito la ferita al vicino nosocomio. Alla polizia il compito di effettuare i rilievi e ricostruire l’esatta dinamica di un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Proprio come una settimana fa, nel tratto di strada all’altezza di Monte Pizzinnu quando dopo lo scontro con una mandria di mucche ferme sull’asfalto, perse la vita un giovane nuorese. Erano le 18,30 del 4 febbraio quando un geometra nuorese, Paolo Lippi di 42 anni, rimase ucciso in uno scontro con una mandria di mucche. Insieme a lui, a bordo di una Peugeot 407, la sorella e il cognato che riportarono lievi ferite. L’auto, guidata dal cognato di Lippi era diretta a Olbia perché il giovane doveva partire per Roma. All’improvviso, sul manto stradale una ventina di mucche adagiate sull’asfalto. L’autista scartò per evitarle, ma ne prese una un pieno. Un impatto violentissimo sulla parte destra dell’abitacolo, proprio dov’era seduto Paolo Lippi che morì sul colpo. Allora come ieri, conoscere il nome del proprietario degli animali non è stato difficile. Allora si trattava di allevatori di Loculi, ieri di Nuoro, ma ciò che viene da chiedersi è se veramente le persone competenti abbiano fatto tutto per evitare che, in una strada a scorrimento veloce come la statale 131, incidenti di questo tipo potessero e possano continuare ad accadere. «Il vero problema - aveva sottolineato una settimana fa il comandante regionale della polizia stradale Giuliano Fele - è che abbiamo le mani legate per quanto riguarda la prevenzione di questi fatti. Il reato di omessa custodia è infatti depenalizzato. E al massimo si rischia un’ammenda di poche decine di euro. In casi come quello di mercoledì - continua Fele, a lungo comandante provinciale della polstrada nuorese - si contesta anche l’omicidio colposo. Ma quello che ci interessa è il controllo preventivo su quanti omettono di custodire i loro animali. Si potrebbe pensare ad aumentare la sicurezza, magari inserendo guardrail più alti sui lati, ma già la battaglia per mettere il guardrail centrale è stata molto lunga. E noi abbiamo bisogno di soluzioni più rapide. E della collaborazione di tutti gli attori coinvolti». L’Anas, dal canto suo, aveva sottolineato il fatto che in alcuni punti della 131 Dcn erano già state posizionate delle reti al di là dei guard rail, proprio per far sì che gli animali non superassero la barriera. Ma secondo le loro dichiarazioni, gli allevatori e i proprietari stessi del bestiame le avevano fatte sparire. Stando così le cose, la 131 Dcn, che fino a poco tempo fa era stata denominata la strada della morte per la mancanza della barriera spartitraffico, continuerà ad esserlo ora per la presenza di animali vaganti. L’unica cosa certa è che se non si trova una soluzione immediata al problema le croci su quella strada si moltiplicheranno. --------------------------- |
| inviato da nuorese il 12/2/2009 alle 8:54 | |
5 febbraio 2009
NUORO. Un uomo rimasto ucciso, Paolo Lippi, 42 anni, geometra nuorese. Due persone lievemente ferite, sua sorella Monica Lippi, 37 anni, e il marito Daniele Preiata, vigile del fuoco di 41 anni.
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da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009
Mucche invadono la 131, un morto e due feriti
Almeno venti animali al pascolo nel mezzo della carreggiata causano tre incidenti
La vittima, Paolo Lippi, 42 anni geometra nuorese, era in macchina con sorella e cognato
di Giovanni Bua
NUORO. Un uomo rimasto ucciso, Paolo Lippi, 42 anni, geometra nuorese. Due persone lievemente ferite, sua sorella Monica Lippi, 37 anni, e il marito Daniele Preiata, vigile del fuoco di 41 anni. La loro macchina, una Peugeot 407, completamente distrutta. E altre due auto coivolte in tre distinti incidenti avvenuti a una manciata di minuti di distanza. Tutti causati dall’incredibile invasione di una ventina di mucche, che hanno scavalcato il guardrail nel tratto della diramazione centrale della 131 che da Nuoro porta a Olbia, e si sono messe a pascolare nel mezzo della carreggiata. Tutto avviene intorno alle 18,30. La Peugeot 407 guidata da Daniele Preiata sta procedendo in direzione Olbia in un tratto di rettilineo all’altezza di Monte Pizzinnu. È diretto all’aeroporto per accompagnare suo cognato Paolo Lippi in partenza per Roma. Seduta dietro c’è sua moglie (e sorella di Paolo) Monica. Una ventina di mucche spuntano all’improvviso nella carreggiata. Preiata scarta per evitarle, ma un esemplare di alcuni quintali di peso si abbatte sull’abitacolo della Peugeot distruggendo la parte destra dell’auto, nel punto dove è seduto Paolo Lippi. L’impatto è violentissimo, il geometra nuorese muore sul colpo, la Peugeot va avanti per altri settecento metri prima di fermarsi. La carcassa della mucca, un esemplare di colore rosso di almeno cinque anni di età, rimane sull’asfalto. Una Renault Espace, guidata da Aldo Tuveri, arriva pochi secondi dopo. È diretto a Olbia per lavoro, riesce a frenare bruscamente, ma non a evitare l’animale. Gli sale sopra danneggiando gravemente l’auto. Le altre mucche fuggono all’impazzata. Alcune scavalcano il guardrail, altre si mettono a correre nel mezzo della carreggiata. Circa un chilometro indietro una Renault Megane si trova davanti uno degli animali. Scarta bruscamente e riesce a evitare l’impatto, danneggiando la fiancata dell’auto. I conducenti delle tre auto scendono dai mezzi, e iniziano a segnalare agli automobilisti in arrivo di rallentare. È già buio. Nel mezzo della strada, oltre alla carcassa della mucca, le tre auto. «Correvano come pazzi - racconta Tuveri - gli facevamo segno di rallentare ma continuavano a correre». Le altre mucche nel mentre scappano tutte scavalcando il guardrail. E vigili del fuoco di Nuoro, polizia stradale di Siniscola e Carabineri arrivano sul posto. La 131 viene sigillata all’altezza dello svincolo per la vecchia strada per Siniscola. Rimarrà chiusa fino alle dieci. Sul posto arriva un’ambulanza, i sanitari constatano il decesso di Paolo Lippi, che viene lasciato dentro l’auto distrutta, coperto da un lenzuolo. La sorella e il cognato vengono portati all’ospedale di Nuoro. Per loro solo qualche lieve contusione. Nessun danno per i cinque occupanti delle altre due auto coinvolte, che rimangono attoniti sul bordo della strada aspettando il carro attrezzi. «Se fossi partito solo dieci minuti prima sarebbe toccato a me - ripete sconvolto Aldo Tuveri - erano una ventina di mucche, la strada era piena. Era impossibile evitarle. E poi, quando siamo scesi per fermare il traffico, non riuscivamo a farli rallentare. Ho visto il guidatore della pegeout. Gli ho chiesto “vi siete fatti male”?. Mi ha detto: mio cognato è morto. È assurdo morire così». Verso le nove arriva il carro funebre. I vigili del fuoco estraggono il corpo di Paolo Lippi dalle lamiere. Sotto gli occhi increduli del fratello maggiore, che batte i pugni sull’auto. «Lo devo vedere - dice agli uomini della stradale che lo stringono a loro - lo devo vedere». Nello stesso tratto di strada nel dicembre del 1994 Daniele Muntone, un quattordicenne di Olbia, morì nella stessa maniera. L’auto guiidata dal padre si schiantò su una mucca che vagava incustodita. Il proprietario venne rintracciato e condannato a otto mesi per omicidio colposo. --------------------
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| inviato da nuorese il 5/2/2009 alle 7:31 | |
1 febbraio 2009
NUORO. Ottana verso la paralisi. Amministratori, sindacato e associazione degli industriali studiano una strategia comune per evitare il peggio. A rischio ci sono migliaia di posti di lavoro.
| da L'Unione Sarda Domenica, 01 Febbraio 2009 |
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A rischio ormai sono tutte le attività produttive dell'area di Ottana. Dal sei febbraio smantella anche la centrale elettrica. |
Mobilitazione per salvare l'Industria «Se Equipolymers chiude, è la fine per tutte le aziende» |
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Area industriale di Ottana verso la paralisi. Amministratori, sindacato e associazione degli industriali studiano una strategia comune per evitare il peggio. A rischio ci sono migliaia di posti di lavoro. Le ciminiere stanno per esalare l'ultima fumata. La situazione nell'area industriale si fa sempre più drammatica e tesa. Anche Equipolymers, secondo fonti sindacali, non riuscirà a vendere, e per questo motivo procederà presto con la chiusura dello stabilimento. Ancora manca l'annuncio ufficiale ma in questo momento sono le ipotesi più consistenti dei sindacati nuoresi dopo aver esaminato a fondo la grave situazione di crisi, in particolare dopo l'annuncio della stessa Equipolymers di voler vendere gli impianti di Ottana e la successiva presa di posizione di “Ottana Energia”, che ha comunicato la fermata della centrale elettrica a partire dal sei febbraio. «Quella di Ottana Energia, anche se non la giustifichiamo, è una conseguenza logica della volontà di Equipolymers, quindi del gruppo Dow Chemical, di lasciare la Sardegna centrale - afferma Franco Mussoni della Cgil -. Un annuncio, quello di Equipolymers, che sa tanto di chiusura, perché non crediamo ci sia la disponibilità di un altro gruppo a rilevare gli impianti di Ottana, sapendo che a livello mondiale il leader nella produzione del Pet (plastica per la confezione delle bottiglie), è proprio Dow Chemical. Se così non fosse, allora tutto potrebbe essere una becera manovra elettorale». Gli fa eco Ignazio Ganga della Cisl: «Sicuramente Equipolymers riuscirà a vendere gli impianti, ma resta l'amarezza che, chi subentrerà, chiunque sia, non sarà il leader nel mercato mondiale, quindi Ottana non avrà quella sicurezza che l'azienda americana garantiva all'intero territorio. Ecco perché il disimpegno di Dow Chemical rischia di decretare la fine dell'esperienza industriale nella Sardegna centrale. Una vendita che ci preoccupa, perché le aspettative, fino a qualche mese fa erano altre. A settembre, infatti, in un incontro riservato, i massimi dirigenti di Equipolymers, ci avevano dato ampie assicurazioni del rilancio della fabbrica di Ottana. Così non è stato e quindi, se non si trova un acquirente, la fabbrica chiude». Nicolino Pittalis della Uil aggiunge: «Dopo Dow Chemical c'è il vuoto. Siamo giunti quindi al capolinea. A questo punto, solo un intervento forte del Governo può dare ossigeno alla agonizzante area industriale di Ottana. C'è un dato di fatto: non possiamo più contare sulla presenza di Equipolymers. Senza questa, anche la centrale elettrica è condannata a morte sicura. Le conseguenze sono immaginabili». Intanto Confindustria cerca delle soluzioni a tutto campo. Con una lettera che il presidente Salvatore Nieddu ha inviato a Berlusconi e Scajola, si chiede l'intervento istituzionale del Governo, per trovare una soluzione al grave problema che sta colpendo l'area industriale di Ottana, dove fra l'altro sono a rischio oltre cinquecento posti di lavoro, senza l'indotto e senza considerare quanto quel sito industriale rappresenti per l'intera provincia. Un incontro istituzionale chiesto anche dai sindacati, anche se il leader della Cgil Franco Mussoni non nasconde delle perplessità sull'azione del Governo, quindi di una crisi manovrata per scopi elettoralistici. Gli altri esponenti del sindacato e Confindustria però rivolgono un appello al Governo, alla Regione e anche alle forze politiche a tutti i livelli, oltre coinvolgere i parlamentari eletti in questa provincia. La situazione è però drammatica e in certi versi appare compromessa. Se Ottana Energia chiude la fornitura di energia e delle utilities a partire dal sei, si ferma subito Equipolymers e si fermano tutte le altre attività produttive presenti ad Ottana. «Non c'è lo possiamo proprio permettere - dice Totoni Cossu - Rsu alla centrale elettrica. Qui succederebbe veramente il finimondo». Il presidente dell'amministrazione provinciale Roberto Deriu aggiunge: «Equipolymers è il punto di riferimento dell'industria in questa provincia. Per questo motivo, tutti devono assumere una posizione unitaria e arrivare ad un tavolo per rivendicare una proposta che sia condivisa da tutti» FRANCESCO OGGIANU --------------------------------- | | |
| inviato da nuorese il 1/2/2009 alle 9:48 | |
29 gennaio 2009
NUORO Il Prefetto Denunciato dalla moglie per maltrattamenti Vincenzo D’Antuono torna a Roma
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da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 29 GENNAIO 2009
Denunciato dalla moglie per maltrattamenti
Tempesta in prefettura D’Antuono torna a Roma
NUORO. Vincenzo D’Antuono è distrutto. La moglie lo ha denunciato per maltrattamenti e violazione degli obblighi di assistenza familiare e questo gli è costato il posto di prefetto di Nuoro. Oggi lascerà la Barbagia per tornarsene a Roma, al ministero dell’Interno, dove gli è stato assegnato un posto all’Ispettorato d’amministrazione, in attesa che si chiarisca la sua situazione. Anche ieri, dagli uffici di via Deffenu, dove stava raccogliendo le sue carte, non ha voluto rilasciare dichiarazioni dirette sulla vicenda che lo coinvolge. Vincenzo D’Antuono, come l’altro ieri, ha parlato solo tramite i funzionari della prefettura nuorese. Ha ribadito che «da uomo delle istituzioni, non ha interesse ad avere una tribuna» sulla stampa e che «parlerà nelle opportune sedi giudiziarie». Aggiunge di essere «addoloratissimo» e chiede di essere lasciato in pace a risolvere i suoi problemi. Il terremoto nella vita privata e professionale dell’alto funzionario dello Stato risale a qualche giorno prima di Natale, quando Elena Pricca, 44 anni, pavese, farmacista, che il prefetto aveva sposato nello scorso mese di maggio, ha lasciato Nuoro. In Prefettura, dove la coppia viveva nell’appartamento istituzionale, ricordano due persone serene. Grande la sorpresa nell’apprendere che la signora ha denunciato il marito. Secondo la donna, con il trasferimento a Nuoro, avrebbe avuto meno libertà e meno disponibilità economiche e l’umiliazione di dover ricorrere a lui anche per le piccole spese. Anche il tentativo di trovarsi un lavoro presso una farmacia della città sarebbe naufragato per il veto del marito. Contrasti e incomprensioni, sempre secondo il racconto di lei, sarebbero culminati in una lite in cui il marito l’avrebbe percossa e aggredita verbalmente. Lei si sarebbe chiusa in bagno, l’indomani addio a Nuoro, rientro a Pavia, la visita in ospedale e la denuncia. Il trasferimento cautelare del prefetto è dell’altro ieri. Secondo quanto filtra da via Deffenu, è stato concordato tra il ministero e lo stesso D’Antuono, che ha visto così interrompere il suo mandato in un tempo insolitamente breve. Avrebbe festeggiato il suo primo anno nuorese tra un paio di giorni. Il provvedimento del ministero dell’Interno non fa riferimento alla vicenda personale. Scarno l’unico commento dell’ufficio stampa: «Normale avvicendamento, il prefetto aveva chiesto di avvicinarsi a Roma. Poi c’è questa vicenda personale». Vincenzo D’Antuono ha salutato il personale della prefettura martedì pomeriggio. Da quel momento si è chiuso nel silenzio. Classe 1950, originario di Castellamare di Stabia, Vincenzo D’Antuono è giunto a Nuoro da Pavia, dove ha svolto l’incarico di vicario. A Pavia ha anche conosciuto la sua seconda moglie, più giovane di 15 anni. In Barbagia si è distinto per il suo attivismo. Il prefetto ha dovuto affrontare parecchie emergenze sociali e di ordine pubblico. Dalla crisi del settore industriale, per proseguire con il riemergere della violenza in alcune realtà territoriali (omicidi, attentati e rapine che hanno destato forte allarme) e, da ultimo, le alluvioni che nei mesi scorsi hanno devastato i comuni della Baronia e dell’Ogliastra. ------------------
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| inviato da nuorese il 29/1/2009 alle 22:29 | |
21 gennaio 2009
NUORO Canguri e scimmiette nel cuore della Barbagia Su Tuvu, una fattoria didattica che ospita specie animali di ogni parte del mondo
| da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 21 GENNAIO 2009
Canguri e scimmiette nel cuore della Barbagia
Su Tuvu, una fattoria didattica che ospita specie animali di ogni parte del mondo
L’azienda a quattro chilometri dal capoluogo è un vero richiamo per i ragazzi


di GIANLUCA CORSI NUORO. Se per caso vi trovate nei paraggi di “Su Tuvu”, nell’agro dolce e bucolico di Nuoro, e accanto alle comunissime pecore vi imbattete in una famigliola di canguri a passeggio, non allarmatevi. Non sono i miraggi causati dal virus dell’australiana, ma siete capitati nella fattoria didattica “Barbagia struzzi” di Massimiliano Demontis. Tredici ettari di terreno collinare lungo la strada provinciale che porta a Orgosolo, ad appena quattro chilometri dal capoluogo barbaricino. È qui che il nuorese Massimiliano, classe 1970, ha trasformato la sua passione per gli animali (esotici, ma non solo) in un vero lavoro. Oltre ai simpatici uccelli corridori africani che danno il nome all’azienda, c’è un campionario di animali di ogni parte del mondo: dalle pecore del Camerun, con le loro corna affusolate lunghe fino a un metro, ai lama sputatori, dalle capre tibetane ai canguri di Bennet, più piccoli di statura rispetto a quelli comuni. E poi bertucce e macachi, bufali, pony, scoiattoli e gli eleganti pavoni con la loro “ruota” inconfondibile, oltre ad una varietà impressionante di polli ornamentali, e anatre ed oche in un laghetto che, nella bella stagione, sembra dipinto da un fine paesaggista. «Allevo specie esotiche da una decina d’anni. In Sardegna siamo solo in due ad aver ottenuto i permessi speciali per la detenzione di alcuni di questi animali: l’altro allevatore ha l’azienda a Guspini, e alleva anche felini e altri animali feroci che io preferisco non avere». Ma oltre alla passione per canguri, lama e maialini vietnamiti, Massimiliano non ha dimenticato le pecore di razza sarda, allevate in purezza, e gli immancabili asinelli, vere star dell’azienda. Si chiamano Abbardente, Pibireddu e Cointreau, e adorano la compagnia dei bambini, tanto che corrono ad accoglierli nel cancello appena sentono le loro voci. Ovviamente, come capita spesso in questi casi, la curiosità di alcuni nuoresi, accompagnata dal classico passaparola, hanno contribuito a far conoscere questa specie di “zoosafari” in salsa barbaricina. Così da circa tre anni Massimiliano, insieme alla moglie Maria Giovanna Zizzi e alle figlie Elisa e Veronica, rispettivamente nove e otto anni, accolgono le scolaresche di Nuoro che vogliono trascorrere una giornata in mezzo alla natura. «Le visite delle scuole - spiega Maria Giovanna - iniziano col bel tempo, generalmente a marzo, e proseguono fino a giugno. A luglio e agosto fa troppo caldo, ma lavoriamo molto bene a settembre con i piccoli delle ludoteche». I bambini generalmente arrivano la mattina, spesso accompagnati dal trenino turistico: i più piccoli fanno merenda vicino al laghetto, all’ombra di una grande quercia, e ripartono dopo mezzogiorno. Ma i bimbi più grandicelli si fermano per il pranzo e proseguono la visita alla fattoria. «I piccoli visitatori - racconta Maria Giovanna - rimangono estasiati alla vista dei nostri animali. Stranamente, quelli che attirano di più la loro attenzione sono le comunissime galline». Forse perché la vita in città ha fatto perdere loro il contatto con una realtà agro-pastorale che non è più così scontata, neppure alle nostre latitudini. Oltre alla visita dei recinti degli animali, i bambini svolgono attività legate alla vita in campagna, come la raccolta delle mandorle o la produzione della “luffa”, la spugna naturale che viene ricavata da una specie di curcubitacea. L’anno prossimo dovrebbe decollare un progetto per i bambini delle scuole sul ciclo delle olive, dalla raccolta alla produzione dell’olio. Esiste poi un frutteto di oltre 60 piante, con frutti mediterranei di ogni stagione, e perfino le piante aromatiche e officinali. Nel paradiso di “Su Tuvu” sembra regnare l’armonia: cani e gatti si amano alla follia, la bertuccia Muffi, che recentemente è stata protagonista di uno spot a Cinecittà insieme a Massimiliano, non disdegna la compagnia del macaco Bongo, il bufalo Boeddu è simpatico e affabile, e la pace del laghetto attira anche la presenza di animali selvatici, come gallinelle d’acqua e aironi cenerini. Per prenotare una visita alla fattoria, in primavera, basta chiamare al 3384919767. ----------------------------------- |
| inviato da nuorese il 21/1/2009 alle 12:29 | |
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